LETTERA PASTORALE DI PASQUA DEL CARDINALE O'BRIEN

Ordo Equestris Sancti Sepulchri Hierosolymitani

LETTERA PASTORALE DI PASQUA DEL CARDINALE O'BRIEN


È con emozione che San Gregorio descrive l'avvenimento del IV secolo di cui fu testimone a Nissa, la sua città:

Cosa abbiamo visto! Una luce simile ad una nuvola di fuoco di ceri che ardono nella notte.

Tutta la notte nelle nostre orecchie hanno riecheggiato lunghi inni e cantici spirituali; come un fiume di gioia che si riversa attraverso le nostre orecchie verso la nostra anima, colmandoci di una santa speranza
.

Questo buon vescovo ci descrive la sua esperienza, vissuta molti secoli fa, durante la Veglia di Pasqua, simile a quella alla quale molti di voi parteciperanno nei prossimi giorni. La Chiesa insiste sul fatto che questa Veglia notturna è « la più importante e la più nobile delle solennità ». Forse non tutti vivremo l'esperienza di grazia di un « fiume di gioia che si riversa attraverso le nostre orecchie verso la nostra anima », ma prego affinché la Solennità della Pasqua ci « colmi di una santa speranza ». Perché, come proclama l'Exultet della Veglia:

Questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte, risorge vincitore dal sepolcro…
Il santo mistero di questa notte sconfigge il male,
lava le colpe, restituisce l'innocenza ai peccatori,
la gioia agli afflitti.
Dissipa l'odio, piega la durezza dei potenti,
promuove la concordia e la pace
.

Cavalieri e Dame del Santo Sepolcro di Gerusalemme, possiamo afferrare questo spirito di speranza tipicamente cristiano? La nostra fede è sufficientemente viva in noi da riempire i nostri cuori di rendimento di grazie per questo Glorioso Mistero della Risurrezione di Cristo? In quanto membri di quest'Ordine, abbiamo una rivendicazione particolare su questo Mistero! A dispetto dell'oscurità, della crudeltà e dell'odio che minacciano di impossessarsi delle vite e dei cuori in Terra Santa, nel mezzo di tutto questo si trova un Sepolcro Vuoto, vuoto perché Cristo ne è emerso, eternamente e assolutamente vivo. Qualsiasi sia l'oscurità che si trova lì, o nei nostri cuori, Cristo annuncia il messaggio di speranza: « Non abbiate paura! Ho vinto il mondo ».

Accettare il Mantello del Santo Sepolcro di Gerusalemme significa impegnarsi solennemente ad annunciare questo messaggio di speranza, attraverso lo stile di vita che conduciamo come donne e uomini cattolici e attraverso i passi che compiamo per portare la speranza in Terra Santa.

Nella pienezza del Giubileo Straordinario della Misericordia e al culmine dell'anno liturgico della Chiesa, Cavalieri e Dame potranno esaminare l'intensità sia a) della nostra fede personale, sia b) del nostro impegno nel perseguire gli obiettivi del nostro Ordine.

a) In quanto membri dell'Ordine, siamo considerati agli occhi della società come dei responsabili cattolici e ciò che la Chiesa si aspetta da noi è che le nostre vite personali ne portino testimonianza.

- Qual è l'intensità della nostra vita sacramentale in termini di profonda devozione verso la Messa e il Santissimo Sacramento e di frequente partecipazione al Sacramento della Riconciliazione?

- Stiamo crescendo personalmente nella nostra conoscenza e nel nostro pieno impegno riguardo agli insegnamenti e alla disciplina di Cristo?

- Quanto siamo attivi nei programmi della nostra parrocchia e della nostra diocesi, in particolare nel compimento delle opere spirituali e corporali di misericordia?

b) Abbiamo preso anche altri impegni, particolarmente verso la Terra Santa: 

- In che modo contribuiamo a « rompere i legami della morte», dissipare l'odio e promuovere la concordia in quei luoghi?

- La nostra Luogotenenza è aggiornata sulla situazione e le lotte dei nostri fratelli cristiani e cosa facciamo per attirare l'attenzione dei nostri membri su di loro?

- Quando si presenta l'occasione, portiamo i nostri mantelli e le nostre insegne alle celebrazioni della Chiesa locale (il Venerdì Santo, per esempio) e rendiamo accessibili agli altri fedeli cattolici notizie riguardanti l'Ordine ed il suo sostegno spirituale e materiale verso i nostri fratelli cristiani di quelle terre?

- Cosa facciamo per attirare membri più giovani e per coinvolgerli nelle attività dell’Ordine?

Così come il nostro Governatore Generale e altri membri dei nostri vertici, sono pienamente consapevole dell'autentico sforzo in favore della santità condotto dai membri in tutto il mondo. Insieme al Patriarca Fouad Twal, siamo impressionati e ispirati dallo zelo di molti che mantengono viva la fiamma della Fede in Terra Santa.

Grazie!

Indicendo l'Anno Santo della Misericordia, Papa Francesco si è concentrato su Gesù e sulla sua missione di ieri e di oggi:

I segni che compie, soprattutto nei confronti dei peccatori, delle persone povere, escluse, malate e sofferenti, sono all’insegna della misericordia. Tutto in Lui parla di misericordia. Nulla in Lui è privo di compassione

Che questo possa essere detto anche del nostro Ordine del Santo Sepolcro e di ciascuno dei suoi membri.

Vi auguro un Santo Tempo Pasquale.

Edwin Cardinal O'Brien

From Gran Magistero dell'O.E.S.S.G.