Omelia del Cardinale Edwin O’Brien

Ordo Equestris Sancti Sepulchri Hierosolymitani


Omelia del Cardinale Edwin O’Brien
Solenne Messa di chiusura del Pellegrinaggio e Investitura
Basilica di San Paolo fuori le Mura

Domenica 15 settembre 2013

Ritorniamo in questa Basilica, luogo in cui sono sepolti i resti terreni di San Paolo, per ringraziare il Signore della nostra fede cattolica e di tutte le benedizioni di questo pellegrinaggio. Ringraziamo il Signore anche per questo nostro Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme e per il vostro incessante impegno nel venire incontro ai bisogni di tutto il popolo di Dio in Terra Santa.

E’ davvero giusto, dunque, che celebriamo la nostra vitalità e la nostra crescita accogliendo nel nostro Ordine altri 34 nuovi Cavalieri e Dame, nove dei quali appartenenti alla Luogotenenza del Brasile e venticinque a quella di Francia.

Fratelli e sorelle, abbiamo appena ascoltato quello che molti studiosi ritengono essere il più bel brano letterario di tutte le Scritture – un figlio egocentrico che scappa via verso una terra dai nomi altisonanti: realizzazione, indipendenza personale, libertà di scelta. In questa terra lontana egli dilapida tutto – non soltanto le sue risorse finanziarie ma molto di più – il suo nome di famiglia, la sua reputazione, la sua dignità. Non gli rimane niente, è praticamente morto.

Perdonandolo tanto generosamente, il padre misericordioso gli dona nuova vita.

Questa storia commovente e senza tempo che narra di un Figliol Prodigo e di un Padre Clemente, risulta avvincente e interessante ai giorni nostri tanto quanto lo fu quando Gesù la raccontò per la prima volta. Ed è una storia che certamente ha avuto dei riflessi e si è ripetuta sia nella nostra vita personale che in quella di tutti coloro che ci circondano. (In italiano nel testo originale inglese).

Come membri di questo Ordine papale, celebriamo un Figlio che si è assunto i peccati di ogni persona in ogni tempo e luogo. Dopo tre giorni nella tomba, sperimenta anche lui l’amore generoso di un padre misericordioso che lo fa risorgere dai morti e gli dona nuova vita.

Ed è a questo punto che entrate in ballo voi, Cavalieri e Dame del Santo Sepolcro che avete solennemente giurato di difendere e sostenere i Luoghi Sacri in cui Gesù ha camminato, e di promuovere la libertà dei nostri fratelli e sorelle cristiani, il cui numero sta via via diminuendo, di professare la propria fede apertamente e senza subire persecuzioni.

Il Beato Giovanni Paolo II parlava dell’Ordine Equestre come di una “Guardia d’Onore” per la custodia del Santo Sepolcro di Nostro Signore. Parlando in modo figurato, è come se ognuno di voi si trovasse in quel luogo sacro e riecheggiasse le parole dell’Angelo: “Voi state cercando Gesù di Nazareth che è stato crocefisso: egli è risorto, egli non è qui”.

Nel momento in cui facciamo riferimento a una tomba vuota, dobbiamo anche proclamare un Cristo resuscitato, vivificando la sua Chiesa, soprattutto attraverso l’Eucarestia. (In spagnolo nel testo originale inglese).

Come fedeli membri del nostro Ordine, per tutta la vita dovrete proclamare che il Santo Sepolcro è vuoto. Egli è risorto ed è vivo, non solo a Gerusalemme 2000 anni fa, ma è vivo qui e adesso. Egli vive proprio in questo giorno e proprio in questo luogo, rafforzandoci mediante il potere del Suo Spirito, dimorando in noi attraverso la Fede, colmandoci della pienezza di Dio.

Nel congratularci con i nostri nuovi membri, li ringraziamo per il fatto che essi aiutano il resto di noi a ricordare l’origine della nostra vocazione alla santità personale – il Santo Sepolcro è vuoto, perché Gesù Cristo è vivo nei nostri cuori e nei nostri atti d’amore per tutti, soprattutto per coloro che si trovano in quella Terra che un tempo Egli calcò.

From Gran Magistero dell'O.E.S.S.G.